Perché pretendere il pedigree?

enciSe il cane non ha il pedigree pur essendo figlio di due cani certificati, nonostante la sua genealogia il cane a livello di ENCI risulta comunque un meticcio.
Tuttavia non è solamente un discorso burocratico… per molti il pedigree non è importante, molta gente pensa che sia solo per chi vuole fare esposizioni, o per chi è interessato ad avere campioni… ma non è un discorso di velleità del padrone.

Quando si acquista un cane di razza si presuppone che una persona faccia una scelta consapevole, dettata non unicamente dall’aspetto gradevole di una razza piuttosto che di un’altra, ma da una serie di fattori, quale indole e temperamento, a ciò si ipotizza anche un piacere dello standard fisico di quella determinata razza, perché non bastano le orecchie lunghe e magari un colore piuttosto che un altro a fare il cavalier, questo è infatti frutto di una selezione di decenni e decenni e se oggi abbiamo il cavalier così com’è è solo grazie anche a documenti e carte, che per molti sono solo fogli ma che in realtà è parte stessa del cavalier king. Detto ciò si presuppone che chi prenda coscientemente un cane di razza, ami quella determinata razza e amarla vuol dire anche pretendere il pedigree del cane.
Il pedigree non è unicamente figlio di, nipote di… ma è anche e soprattutto sapere chi ha il cane alle spalle, che non consiste unicamente nel sapere se sono campioni, ma sapere se ci sono cani con problematiche fisiche ereditarie, quindi è una garanzia di avere un cane senza determinate patologie. È importante non solo per chi voglia allevare, o fare una cucciolata o per chi vuol fare esposizioni è fondamentale per tutti quelli che decidono di avere un cane di razza.
Diffidate da chi fa due prezzi e due misure per cani con pedigree e senza pedigree, quando nasce una cucciolata andrebbe dichiarata tutta, e il pedigree non fa raddoppiare il prezzo come purtroppo molti oggi vogliono far credere. Un pedigree, all'allevatore, costa all'incirca 50€ a cucciolo, non ci sono estenuanti lungaggini burocratiche, non è perciò giustificabile il non dotare un cucciolo di pedigree, o fare altre distinzioni. Non è il pedigree che pesa sul prezzo di un cucciolo, ma le spese durante i primi mesi di vita del cucciolo, oltre a quelle della madre, durante la gravidanza: spese per cibo e controlli veterinari periodici, che garantiscono la buona salute dei piccoli e della loro mamma.

Se a tutto questo aggiungiamo la terribile piaga dell'importazione clandestina di cuccioli dall'est, si può ben capire che esigere il pedigree italiano è un'arma che l'acquirente ha per poter distinguere chi alleva con passione e onestà e chi ha come unico obiettivo il mero guadagno a discapito della salute dei cuccioli e delle loro madri.

Il cavalier è un cane delicato?

Qualche giorno fa ho letto da qualche parte che "il cavalier è un cane grande nel corpo di un cane piccolo". Concordo pienamente con questa affermazione. Il cavalier è tutt'altro che un cane gracile e delicato. Sono necessarie però alcune accortezze:

- Deve essere somministrata costantemente la profilassi contro la filaria (se la zona di residenza lo richiede) e l'infestazione da pulci, zecche, pidocchi, zanzare ecc. Questi insetti possono infatti trasmettere al cane malattie talvolta anche mortali. La maggior parte dei prodotti per la filaria consentono anche la sverminazione.

- Deve essere seguito con regolarità e costanza il piano vaccinale concordato col proprio veterinario.

- Dopo le passeggiate su prati incolti si deve verificare che nel pelo e sotto le zampe non si siano impigliati forasacchi o "semini appuntiti". Questi potrebbero infatti inserirsi nel condotto uditivo creando seri danni.

- Deve essere posta particolare attenzione all'alimentazione (Vd. § "Quale alimentazione è consigliabile?").

- Il cavalier potrebbe manifestrare dei problemi di salute legati alla razza stessa, quali oculopatie, distrofia alla valvola mitrale, problemi articolari. Compito di un allevatore responsabile è fare in modo che questo non accada, attraverso il monitoraggio veterinario costante, la selezione dei riproduttori e lo studio degli accoppiamenti.

A parte questo il cavalier è un cane robusto, da adulto è un'instancabile camminatore. Si adatta perciò allo stile di vita di qualsiasi proprietario, dallo sportivo al pantofolaio. Bisogna pensare che per il cavalier l'unica ragione di vita è lo starci accanto, perciò saranno ben disposti a seguirci in qualsiasi attività. Il cavalier però rimane un cane da appartamento, che mal si adatterebbe alla vita all'aperto.

Quale alimentazione è consigliabile?

Io personalmente somministro ai miei cavalier solo cibo secco. Mi sono trovata particolarmente bene con la linea dei prodotti di Forza10. Sono dell'avviso che una dieta casalinga, per quanto ben studiata, non saprà mai apportare la giusta dose di vitamine e nutrienti che sono necessari per il nostro cane. Mi affido perciò al cibo confezionato, che è appunto studiato e bilanciato per questo.

Il cavalier tende ad ingrassare, un po' per la vita sedentaria, un po' perché i loro occhioni sono buoni venditori di se stessi... è perciò necessario porre particolare attenzione a mantenere la linea attraverso un'adeguata alimentazione. Questo, prima ancora che per un fattore estetico, per non incidere negativamente sulla predisposizione che il cavalier ha alle cardiopatie.

 

E' vero che i cavalier hanno bisogno di compagnia?

Certamente. Il cavalier king fa parte dei cani da compagnia: questo vuol dire che è impagabile l'affetto e l'attenzione che riescono a donare, ma allo stesso modo non sopportano la solitudine. Per questo motivo non consiglierei un cavalier a chi si deve assentare tutto il giorno per lavoro, ne verrebbe conpromesso il carattere e l'innata vivacità che lo contraddistingue.

 

Convivono bene con gli altri animali d'affezione?

L'unica medicina conosciuta per debellare la solitudine del cavalier... è quella di farlo rimanere in compagnia. Se potessero scegliere, ci terrebbero tutto il giorno a casa con loro, ma non essendo questo purtroppo possibile, l'alternativa è quella di affiancare al nostro cavalier un altro cane, un gatto, un coniglio, ecc. meglio se cuccioli. Salvo casi sporadici, causati più da una cattiva educazione/socializzazione, il cavalier non ha nessun problema a convivere con altri animali, anche dello stesso sesso. Qualora si voglia affiancare al nostro cavalier un cane di sesso opposto, se non sterilizzati, è necessario porre maggiore attenzione onde evitare gravidanze indesiderate.

E' un cane facile da educare?

Se sommiamo l'indole buona e docile del cavalier con la sua predisposizione a soddisfare il proprietario, avremo un cane felicissimo di imparare e eseguire i comandi che noi gli avremo insegnato. E' da tener presente però che, data la straordinaria intelligenza del cavalier, potremmo insegnargli involontariamente dei comportamenti poi difficili da correggere, tanto più se piacevoli per il nostro amato cavalier. Salire sul letto/divano, elemosinare il cibo, sono tutti comportamenti che il cane apprende dopo che noi glieli avremo concessi almeno una volta. Non si può pretendere che il cane capisca il "solo per questa volta", nel suo modo di vedere se lo può fare ora lo potrà fare per sempre.

Ogni quanto deve essere lavato?

Dipende dal tipo di vita che il cavalier conduce. Per rispettare l'integrità della cute, evitando spiacevoli allergie e irritazioni, i miei cavalier vengono lavati ogni mese - mese e 1/2. Fra un bagnetto e l'altro friziono il pelo, se necessario, con uno shampoo a secco. Anche un po' di borotalco strofinato sul pelo aiuta a eliminare gli odori sgradevoli.

Quali cure sono necessarie per garantire la sua igiene?

Certamente il cavalier deve essere spazzolato con regolarità per eliminare il pelo morto ed evitare la formazione di nodi. Ogni giorno vanno puliti gli occhi con un panno inumidito (esistono anche prodotti in commercio per eliminare le macchie da lacrimazione). Settimanalmente vanno controllate e pulite le orecchie. Saltuarimente vanno regolate le unghie (io lo faccio fare dalla toelettatrice). Durante le visite veterinarie, è bene far controllare le giandole perianali, che si possono riempire diventando fastidiose. Si riconosce quando è il momento di farle svuotare perché il cane trascina il sedere per terra.

Il cavalier va toelettato?

Lo standard di razza dice che il cavalier non deve essere assolutamente toelettato. Ciò nonostante, se non partecipiamo ad expo, è tollerato che vengano regolati i peli delle zampette, accorciandoli e facendoli assomigliare a quelli di un cucciolo. Il resto del pelo non deve assolutamente essere tagliato, altrimenti potrebbe ricrescere ispido.

I cavalier russano?

Dipende. Il cavalier ha il setto nasale piuttosto corto, perciò è naturale che russi. E' però, come fra gli umani, qualcosa di soggettivo.

 

Qual è il rapporto del cavalier con l'acqua?

Pur essendo stato definito "il più gatto fra i cani", il cavalier ha in linea di massima un buon rapporto con l'acqua. Ci sono però cavalier che si tuffano senza remore e si divertono un mondo in acqua (tipo la nostra Greta), altri che hanno una repulsione anche per le pozzanghere (come la nostra Maia).